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Insegnanti di Sostegno (C.I.I.S.)

 

    

 

   

  Il comunicato stampaililComunicatoCo

 

Scuola Sarda

In Sardegna buone prassi d’integrazione

Piena soddisfazione da parte del prof. Argiolas per il comunicato stampa della CISL Scuola

 

LE PROPOSTE DI EMENDAMENTO

DEL DECRETO LEGISLATIVO 378




Depositati gli Emendamenti al Decreto Legislativo n. 378 e richiesto lo stralcio dell'articolo 12 (Valutazione degli alunni con disabilità e disturbi specifici di apprendimento) del Decreto Legislativo n. 384 (commi da 1 a 7).

Il Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno aderisce allo schema di emendamenti presentati in Senato, Commissione VII, il 15 febbraio 2017 dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi.

Chi desidera sottoscrivere la proposta, al fine di renderla maggiormente rappresentativa presso le sedi competenti, invii una lettera di adesione al seguente recapito email: sostegno@sostegno.org

Leggi la proposta di emendamenti al Decreto legislativo n. 378: clicca qui 

Se condividi gli emendamenti e la nuova impostazione per una scuola "fattivamente e realmente inclusiva", che interagisce e collabora attivamente con la famiglia, partecipa alla petizione online, firmando la richiesta di accoglimento degli emendamenti, che sarà inoltrata al Ministro MIUR, sen. Fedeli, e alle Commissioni parlamentari impegnate nella nuova formulazione del testo.

FIRMA ANCHE TU E FAI FIRMARE

DIAMO VOCE ALLE FAMIGLIE E ALLA SCUOLA: PARTECIPIAMO ATTIVAMENTE ALLE DECISIONI IN ATTO: CLICCA QUI PER FIRMARE.

Scuola e sostegno:

il decreto che vogliamo!

 

Sottoscrivi anche tu gli emendamenti proposti allo Schema di decreto della legge 107/2015 "Buona Scuola" recante norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità (378).

 




 

dell'DELEGHE SOSTEGNO: AL VIA I LAVORI PARLAMENTARI SUI DECRETI LEGISLATIVI

SARANNO ACCOLTI GLI EMENDAMENTI PROPOSTI?

LA NOSTRA POSIZIONE

È forse giunto al capolinea un percorso avviato con determinazione e fermezza poco più di 40 anni fa, con una legge del '71 e perfezionato dalla legge 517/77?

Quel che è certo è che oggi si respira aria di cambiamento:: i decreti, frutto delle deleghe che la legge 107/15 ha affidato al Governo, descrivono una scuola diversa e introducono "altre" modalità organizzative. E se fino a ieri la preoccupazione derivava dalle dichiarazioni del Sottosegretario come dalla proposta di legge avanzata dalle due Federazioni più rilevanti, oggi con i decreti si concretizzano alcune condizioni che rischiano di fare un dietro-front deciso a quello che, fino a ieri, era definito un "processo irreversibile"..Il testo del Decreto 378 offre uno spaccato di realtà scolastica, che pare riportare indietro nel tempo, arginando la speranza di un reale e costruttivo cambiamento e di una positiva evoluzione.

Ad una prima lettura del decreto 378, si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un testo “raffazzonato”, messo insieme frettolosamente; vi sono passaggi poco coerenti, alcuni errori (richiami legislativi), l'inserimento di strumenti importanti, come ICF, e una, a nostro parere, confusione in ambito applicativo.. Pare, in ogni caso, che siano state sottovalutate le conseguenze; fra queste le ricadute culturali e un percorso indirizzato più verso l'esclusione, che ad una integrazione reale.

Emblematica la costante "divisione" nel percorso formativo: non a tutti i docenti è garantita la formazione sulle tematiche della disabilità, soltanto alcuni, superando una selezione, potranno accedere ai corsi. Finchè non verrà stabilita e resa obbligatoria per tutto il personale docente impegnato nella formazione iniziale e per i docenti in servizio una seria e attenta formazione, garantendo a tutti la specializzazione per le attività di sostegno, potranno rincorrersi riforme su riforme, ma non si opererà alcun cambiamento significativo e sostanziale, ancor meno culturale! (Naturalmente la formazione deve riguardare tutto il personale della scuola).

Anche questa volta la politica non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo; la politica si è limitata a prendere ampi spunti da una cornice ormai a pezzi, amplificandone gli elementi di criticità come la delega dell’inclusione al solo insegnante per il sostegno (nella relazione illustrativa corrisponde, di fatto, ad un “impegno fondante”) e la marginalizzazione della famiglia, attraverso l’abolizione dei gruppi di lavoro operativi, in cui i documenti a favore del percorso no sociale e scolastico dell’alunno con disabilità venivano "congiuntamente" condivisi.

 

Di seguito riporto e commento punto per punto i contenuti del decreto 378 (omettendo le commissioni mediche, il riconoscimento dell'alunno come “alunno con disabilità” e i livelli essenziali di qualità).

1. Valutazione diagnostico funzionale

La Valutazione diagnostico funzionale (VDF), che costituisce una vera novità in quanto assomma due documenti, la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale, e che, soprattutto, adotta formalmente i "classificatori" dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICD e l’ICF, propone, nell’uso di questi strumenti, più elementi di incoerenza. L’ICF, che "descrive il funzionamento" in tutti gli aspetti della vita della persona, in quanto "descrittore" non può essere delegato ad un solo "soggetto" (il decreto attribuisce unicamente alla commissione medica tale compito).

La descrizione del funzionamento deve essere affidata a più soggetti: famiglia, scuola, altre figure di riferimento, Asl. Il Profilo di funzionamento, infatti, è il frutto di una coralità di punti di vista. Non a caso è stato codificato un linguaggio per una maggiore e proficua condivisione.

2. Formazione del personale docente

L’annuncio dei 120 CFU per conseguire la specializzazione sul sostegno aveva fatto ben sperare (anche se resta, a nostro parere, l'errore culturale e pedagogico della formazione, che deve essere resa obbligatoria per tutto il personale docente in formazione e in servizio). In realtà si è rivelato un bluff totale. Non si è stati in grado di proporre un corso biennale per il sostegno! Sembra assurdo.

Secondo il decreto, chi desidera conseguire la specializzazione per il sostegno deve, prima di accedere al nuovo corso di specializzazione (che sarà riformulato), conseguire 60 CFU, ovvero la metà dei crediti: - nell’ambito del percorso accademico del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria (Scuola dell’Infanzia e Scuola Primaria) - secondo modalità non specificate (scuola Secondaria di Primo e di Secondo grado).

3. Formazione del personale della scuola

“Nell’ambito del piano nazionale di formazione”, vincolata alle e risorse disponibili, viene introdotta la formazione del personale della scuola: per i docenti in servizio, in particolare per coloro che nelle loro classi hanno alunni con disabilità; e per il personale Ata. Come dire che l'intenzione c'è, ma se non si dovesse realizzare…

Una formazione parziale e limitata contrasta con l’attuazione di progetti che vogliano dirsi inclusivi.

Tornando al precedente punto (inevitabile richiamarlo) non si capisce come risulti così difficile rendere obbligatoria la formazione sul sostegno, tanto più che il percorso formativo iniziale (così come il corso di specializzazione) è totalmente a carico dei corsisti!!!

Per i Dirigenti Scolastici un rinvio: sarà il Miur a dire “come” sarà attuata la formazione sull’inclusione scolastica; purché diventi effettivamente attuativo in tempi brevi.

4. La famiglia

La famiglia sembra scomparire fra gli articoli del decreto, così come le associazioni delle famiglie (che trovano spazio solo nell'osservatorio).

Il ruolo della famiglia
appare marginale e poco incisivo.

5. Piano Educativo Individualizzato

Il decreto stabilisce che il PEI sia elaborato e "approvato" dal "Consiglio di classe" o dai "docenti contitolari" (art. 11). Premesso che tutti gli insegnanti assegnati a una classe sono “contitolari” (quelli che compongono il consiglio di classe, nella secondaria, e quelli che compongono il modulo, nella Primaria e nell'infanzia), che cosa intende il decreto usando questa espressione?

Si potrebbe pensare all'ennesima svista (data la sommarietà con cui pare scritto il provvedimento) e che sia stata utilizzata la dizione "docenti contitolari" anziché "docenti di modulo" riferendosi alla Primaria e all'Infanzia, oppure, per estensione, il decreto potrebbe intendere i soli docenti "contitolari per il sostegno". Diciamolo, questo passaggio è particolarmente confuso e potrebbero verificarsi, nella pratica, situazioni poco chiare o sommarie interpretazioni.

Nel PEI, peraltro, non saranno più riportate alcune importanti indicazioni come, ad esempio, le risorse per l’anno successivo; sembrerebbero così ridotte le possibilità, per le famiglie, di inoltrare ricorsi per il riconoscimento di alcuni diritti, fra cui le ore per il sostegno.


 

6. PEI: compiti e ruolo

Abolito il GLHO (l’articolo 15 della legge 104/92, abrogato, è sostituito dall’art. 8 del Decreto), a cui spettava l’impegno di elaborare “congiuntamente” con gli altri soggetti il PDF e il PEI, il decreto stabilisce che tanto la famiglia quanto gli operatori socio-sanitari prendano parte unicamente alla sua redazione, lasciando l’approvazione ai soli docenti. Corresponsabilità, alleanza educativa, partecipazione... diventano parole vuote! Il cambiamento è sicuramente peggiorativo.

7. Blocco decennale

Sul blocco decennale, poco o nulla da dire; conferma l’idea che l’integrazione è ancor più a carico del docente di sostegno, dato che il blocco riguarda un’unica figura professionale e non tutti i docenti assegnati ad una stessa classe.

8. Continuità educativo-didattica

Sulla continuità tante promesse, tanti proclami, tante parole e poi… nulla di fatto (fermo restando che la continuità deve interessare tutti i docenti della classe, e non un solo docente!).

È introdotta la possibilità di un ulteriore anno, per i docenti a tempo determinato, “ferma restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato” e i vincoli richiamati nella legge 107/2015.

9. Numero alunni per classe

Il numero di alunni nelle classi prime delle scuole di ogni ordine e grado, in cui sono iscritti alunni con disabilità, viene elevato da 20 a 22.

E poiché la norma che stabiliva un "tetto" degli alunni con disabilità per classe è stata abolita da tempo, è facilmente intuibile come questo aumento possa incidere negativamente sulla qualità dell’insegnamento e sul diritto ad apprendere degli alunni.

10. Esami di stato (decreto 384)

Nel decreto 384 (Schema di decreto legislativo recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato), invece, si assiste a una vera e propria involuzione del processo di integrazione scolastica: nella Scuola Secondaria di Primo grado, così come avviene nella Secondaria di Secondo grado, vengono introdotte le prove equipollenti. E mentre gli studenti con disabilità che sosterranno le prove equipollenti conseguiranno il diploma, gli studenti con disabilità per i quali la sottocommissione predisporrà "prove non equipollenti a quelle ordinarie" riceveranno solo "un attestato di credito formativo".



In sintesi

Si ha la sensazione che manchi una progettazione, che l'idea di cambiamento reale non sussista.

Tutto appare improvvisato, lasciato al caso, messo insieme con il solo fine di ridurre i ricorsi e di contenere la spesa (le ore per il sostegno sono indicate unicamente – e unilateralmente – dal GIT, che sostituiscono il GLIP, sulla base della documentazione fornita dai medici!! il Glho, abrogato, non potrà più fornire indicaizoni utili.

Ciò che il decreto introduce, se non sarà modificato, segnerà ancor più orientamenti esclusivi e marginalizzanti! Poi potremo anche parlare di inclusione, ma per gli alunni con disabilità resteranno le scuole speciali o, nella migliore delle ipotesi (si scusi l’eufemismo), le “classi speciali”.

 

AZIONI

Auspichiamo pertanto una forte azione parlamentare per apportare le modifiche necessarie: come Associazione CIIS e come singoli docenti abbiamo contattato parlamentari di maggioranza e di opposizione, per contribuire, attraverso loro, ad un decisivo miglioramento. La prioritaria attenzione va in direzione della tutela e del diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disabilità: prima di tutto l’alunno, in quanto persona.

 


 

RAI Giornale Radio

Edizione delle ore 19 del 3 dicembre 2016

INTERVISTA

Inclusione scolastica degli alunni con disablità: intervengono l 'avv. Salvatore Nocera, il maggior esperto in Italia di normativa sull'integrazione scolastica, e la dott.ssa Evelina Chiocca, componente del Direttivo del C.I.I.S.

Per ascoltare l'intervista: clicca qui

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CORSI DI SPECIALIZZAZIONE PER IL SOSTEGNO

AL VIA LA TERZA EDIZIONE: IL MIUR HA PUBBLICATO IL DECRETO

Per leggere il provvedimento: clicca qui

 


Assemblea CIIS 10-11 dicembre 2016

ai soci è stata inviata comunicazione scritta per la convocazione.

Il C.I.I.S. si rinnova.
Partecipa anche tu!
La "buona scuola" inizia da una "reale e buona inclusione".
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Se manca il docente specializzato...

La questione "carenza di docenti di sostegno" non riguarda unicamente i genitori degli alunni con disabilità, bensì tutti i genitori degli alunni della classe in cui l'alunno è iscritto; perché se è vero che il docente di sostegno si siede, forse con maggior frequenza, accanto all'alunno con disabilità, è altrettanto vero che egli è una risorsa per tutto il gruppo classe al quale è assegnato. La sua presenza, pertanto, è importante per tutti gli alunni, non per uno solo.

La presenza del docente specializzato, che è corresponsabile degli alunni insieme a tutti gli insegnanti della classe, permette di camminare insieme, di promuovere l'inclusione, di accompagnare gli alunni nel processo di crescita, di insegnar loro ad aiutarsi reciprocamente, di formare i cittadini del domani e le persone di oggi.

Nessuno può chiamarsi fuori se manca il sostegno.

Nessuno può dire che la questione riguarda "solo loro", gli alunni con disabilità.

L'assenza delle risorse, che lo Stato riconosce per promuovere l'inclusione, danneggia tutti, anche dal punto di vista culturale.

Se manca il docente di sostegno, pertanto, si deve protestare tutti. E se necessario lo si fa stando "simbolicamente fuori" tutti insieme, docenti compresi.

Non è solo solidarietà.

Anzi non è solidarietà: è civiltà, è cultura, è sentirsi parte vera e integrante dello stesso mondo.

Evelina Chiocca (11 ottobre 2016)

 

 

 

Assemblea CIIS 2015: ai soci è inviata comunicazione scritta per la convocazione.

Il C.I.I.S. si rinnova.
Partecipa anche tu!
La "buona scuola" inizia da una "reale e buona inclusione".
 

Diventare Insegnante di Sostegno oggi: il nuovo percorso  
 
 
 
La FISH promuove una Proposta di Legge di riforma del sostegno di cui ci siamo interessati da tempo. Già nel 2007, a Cagliari, vi fu un confronto serrato. Erano presenti, oltre al Sottosegretario all'Istruzione De Torre, anche Salvatore Nocera, in rappresentanza della Fish.
A nulla è valso il dibattito di allora e quello successivamente proseguito.
La FISH, sorda alle argomentazioni e convinta della sua posizione, persiste nell'inseguire la separazione delle carriere, e introducendo l'idea di "una specializzazione mirata", che fa pensare al docente specializzato per le "sindromi" o i "disturbi" piuttosto che al docente impegnato sotto il profilo psico-pedagogico-.didattico.
Ma la separazione delle carriere conduce ad altre vie. Probabilmente non sarà neppure un docente la figura professionale che sostituirà l'attuale docente per il sostegno. E si profilano all'orizzonte situazioni che speravamo non concretizzabili.
L'integrazione-inclusione scolastica necessita di corresponsabilità del personale docente, di professionalità e di competenze di tutto il personale docente, di risorse e spazi adeguati ...invece, si pensa solo alla figura docente, dimenticando, ancora una volta, l'alunno con disabilità.
 
Su questi temi è necessario e urgente interpellare l'opinione pubblica e le forze politiche e far sentire nuovamente la nostra voce.
Sì all'integrazione-inclusione.
No a pensare che solo intervenendo sul docente di sostegno si risolvano le criticità presenti.
 
 
 
Per approfondimenti si rimanda all'articolo pubblicato da Redattore sociale: leggi qui.
 
Di seguito si riporta uno stralcio dell'articolo ripreso direttamente dalla pagina di Redattore Sociale:
 
"La cosiddetta “separazione delle carriere” è espressamente invocata dalla Fish nel suo testo, mentre – va precisato - nessun riferimento esplicito è contenuto nel ddl approvato, che affida la materia, appunto, al governo. Esiste quindi, per ora, solo la possibilità che un decreto legislativo accolga effettivamente questa proposta. Proposta che, intanto, divide. Da un parte la Fish, che tramite il presidente Vincenzo Falabella, aveva così illustrato a Redattore sociale uno dei cardini della sua “Proposta di legge per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica”: “innanzitutto, l'istituzione di ruoli per il sostegno e quindi di una laurea dedicata: in questo modo, fa sostegno chi ha la vocazione a farlo, mentre attualmente questa posizione è spesso usata come tramite per diventare insegnanti curriculari”. Posizione confermata dall’avvocato Salvatore Nocera, proprio nei giorni in cui montava la protesta contro il ddl ancora in discussione: “abbiamo trovato nel ddl importanti riferimenti ai principi fondamentali della nostra proposta: maggiore formazione per i docenti di sostegno e per i futuri docenti curriculari separazione delle carriere: questo ci garantirebbe una maggiore continuità e autonomia delle scuole”."
 
 

 
 
 
FIRMATO IL DECRETO CHE DÀ AVVIO AI CORSI DI SPECIALIZZAZIONE PER IL SOSTEGNO

 
Il Ministro Carrozza ha firmato il Decreto per l'avvio dei Corsi di Specializzazione per le attività di sostegno.

Complessivamente i posti disponibili sono:

- 1285 per la scuola dell'Infanzia,

- 1826 per la scuola Primaria,

- 1735 per la Scuola Secondaria di Primo Grado,

- 1534 per la ScuolaSecondaria di Secondo Grado.

Le modalità di ammissione ai corsi sono stabilite dal Decreto Ministeriale 30 settembre 2011.

A breve ulteriori dettagli.
 


 
EDITORIALE C.I.I.S.: DESTABILIZZARE LA SCUOLA PUBBLICA
 
Pubblicata la Circolare che "tenta di chiarire" i contenuti della Direttiva 27 dicembre 2012
Il Capo Dipartimento Lucrezia Stellacci ha firmato, in dat 6 marzo, la Circolare n. 8/2013 avente per oggetto: Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Indicazioni operative.
La Direttiva, costituita da 2 articoli, esprimeva condizioni "inapplicabili" all'art. 1, mentre l'art. 2 si limitava a dare ulteriore ufficialità ai CTS (Centri Territoriali di Supporto).
* * * * * * * * * * 

Destabilizzare la scuola pubblica: sembra questa la tendenza di alcuni provvedimenti che, in questi ultimi giorni, stanno letteralmente ri-disegnando il sistema-scuola, lasciando trasparire intenti di riforma

Sembra un destino comune, quasi una sorta di "maledizione": non è possibile abbandonare la sedia di Ministro dell'Istruzione se prima non si è tentata, in qualche misura, una RIFORMA della scuola o, comunque, qualcosa che lasci il segno, che renda "indimenticabile" un passaggio. Peccato che le argomentazioni indimenticabili lo siano, ma per ragioni diverse rispetto agli apprezzamenti attesi …

Direttiva 27 dicembre 2012

E così, dopo la Direttiva del 27 dicembre 2012 ecco spuntare, a chiarimento della stessa, una “Circolare esplicativa”. In Italia sembra che non si possa scrivere una norma se non se ne pubblica una immediatamente successiva che “spieghi” in che cosa consiste la prima, al fine di evitare false applicazioni e/o fraintendimenti.

Certo è che la Direttiva del 2012 proponeva all’art. 1 una serie di “condizioni inapplicabili”, in quanto “in contraddizione” con quanto sancito dalla norma primaria (un esempio: il Piano Didattico Personalizzato, per legge e così come è descritto nella l. 170/2010, è una misura da adottarsi per alunni certificati DSA. La direttiva estendeva, riferendosi alla stessa legge, l’applicazione di tale misura ad altre “condizioni”, introducendo anche gli alunni con disabilità per i quali sono predisposti i provvedimenti della normativa sull’inclusione scolastica). Ora la Circolare esplicativa corregge (???) e tenta, in extremis, di dare una struttura plausibile e coerente al contenuto della direttiva. In realtà la circolare va a rendere ancora più contraddittoria la già confusa situazione. La scuola è entrata nel pallone e se ne uscirà solo se gli insegnanti, che da sempre (a dispetto dei Ministri di turno) riescono a gestire e a guidare anche in acque tumultuose, sapranno mantenere la rotta e condurre, nel percorso scolastico, gli alunni loro affidati. Non tutti. Lo riconosco. Ma la stragrande maggioranza, sì!

Nella scuola se è vero che c’è tanta incompetenza, è altrettanto vero che c’è una professionalità molto più diffusa e reale di quella che dipingono alcune tristi cronache (situazione deprecabili, dalle quali prendiamo le distanze).

La scuola oggi

In che condizioni si opera, oggi, nelle scuole è noto alle cronache. Da tempo le Associazioni degli insegnanti e dei genitori lamentano e denunciano situazioni critiche:

  • numero elevato di alunni per classe (28 o 30 o 35 e in alcuni casi si sono registrati numeri più consistenti);
  • orari che non prevedono “compresenze” (qualche volta anche  la “titolarità” sostegno è dirottata a “supplire” colleghi assenti);
  • edilizia scolastica (non è un fattore marginale) non rispondente alle norme;
  • risorse materiali carenti e/o non disponibili (strumenti, ausili, ecc Può capitare che servano 3 anni per disporre di un PC …);
  • orario degli insegnanti: per la primaria è possibile un incontro di programmazione settimanale (di 2 ore); per i docenti della secondaria sono disponibili 8-10 ore annuali per la affrontare questioni di vario tipo (dalla programmazione didattica alle problematiche della classe, ecc.).

In queste condizioni di difficile gestione e organizzazione, viene incrementata l’attività funzionale all’insegnamento (predisposizione di documentazione da parte del Consiglio di classe) che non può prescindere da una rilevazione formale durante le attività didattiche e da una coerente applicazione. È possibile effettuare interventi individualizzati in classi di 30 alunni/studenti? Gli insegnanti si misurano quotidianamente con questa assurdità del sistema italiano che introduce ostacoli, anziché abbattere barriere!! E se per ciascun alunno si deve provvedere con la “stesura” di un documento “personalizzato”, il tempo della programmazione didattica sarà assorbito da questa nuova collegiale attività, con conseguenze sulla programmazione non irrilevanti. Sono azioni fra loro incompatibili? No. Ma sicuramente rallentano e impediscono un lavoro che potrebbe essere mirato e sicuramente più efficace.

L’impressione è quella del persistere in un processo di destabilizzazione della “scuola pubblica” attraverso provvedimenti estemporanei e confusi che, ci auguriamo, il nuovo ministro riesca a far rientrare. 


 
Orario di servizio per i docenti di sostegno
I Consigli di classe e le commissioni non possono formulare in autonomia gli orari dei docenti di sostegno. Da diversi anni assistiamo alla programmazione degli orari dei docenti di sostegno da parte dei Consigli di classe e commissioni orario.
Questa prassi diffusa in diverse istituzioni scolastiche, accelera la definizione degli orari senza tener conto della valutazione del curriculum degli alunni con disabilità.
 
Il DPR n.275/99 all’art. 8 comma 4 (definizione del curricolo locale) assegna alle scuole l’opportunità di determinare una quota del curricolo obbligatorio, scegliendo liberamente discipline e attività che valorizzino “gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni” e la necessità di “rispondere in modo adeguato alle diverse esigenze formative degli alunni, che si determinano e si manifestano nel rapporto con il proprio contesto di vita”.
Inoltre il D.I. 26 giugno 2000, n° 234 – Regolamento recante norme in materia di curricoli dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. 8 marzo 1999, n° 275 sempre in merito ai programmi d’insegnamento e agli orari di funzionamento delle scuole di ogni ordine e grado, riprende “Il curricolo obbligatorio è realizzato utilizzando tutti gli strumenti di flessibilità organizzativa e didattica prevista dal D. P.R. 275/1999”.
La libera scelta del curricolo deve poter trovare applicazione concreta nella formulazione di un quadro orario che risponda alle “effettive esigenze rilevate” dell’alunno con disabilità (Sentenza Corte Costituzionale n. 80 del 2010).
Una ragione in più per contestualizzare l’attività didattica dei docenti al piano educativo individualizzato (PEI) e al progetto di vita dell’allievo (linee guida integrazione scolastica 4 agosto 2009).
I Consigli di classe “si riuniscono in ore non coincidenti con l'orario delle lezioni, col compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all'azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni. In particolare esercitano le competenze in materia di programmazione, valutazione e sperimentazione previste dagli articoli 126, 145, 167, 177 e 277 Dlgs 297/94”.
La competenza e la formulazione dell’orario dei docenti di sostegno possono trovare applicazione da una scelta condivisa in sede di Consiglio d’Istituto e Collegio docenti all’inizio dell’anno scolastico tenendo conto delle “eventuali proposte e pareri dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe”.
Ogni altra distribuzione oraria difforme da quanto previsto dall’attuale normativa e orientamento giurisprudenziale non può essere accolta dagli organi collegiali.
(Giuseppe Argiolas, Direttivo Nazionale CIIS)
 

 


CORSO DI SOSTEGNO

Pubblicato il DM per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno
Finalmente è uscito in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale 30 settembre 2011 che stabilisce i "Criteri e le modalità per lo svolgimento dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno, ai sensi degli articoli 5 e 13 del decreto 10 settembre 2010, n. 249 (12A03796)".

Il Provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 2 aprile 2012.
Apprendiamo con soddisfazione la notizia ed esprimiamo il nostro apprezzamento per questo provvedimento, tanto atteso. La formazione costituisce l'essenza dell'essere docente e un percorso qualificato e professionalizzante era quanto mai indispensabile. A fronte della esiguità dei crediti messi a disposizione, possiamo affermare che il nuovo corso migliora decisamente l'attuale situazione formativa.
 
Che cosa cambia rispetto ai precedenti percorsi?
Quali sono le novità introdotte? (continua ...)
 

L'ARTE DI EMANUELE

EMANUELE: Note di colore, Note di vita  




S.O.S. DOCENTI DI RUOLO PRIVI DI TITOLO UTILIZZATI SU POSTO DI SOSTEGNO ... mentre gli elenchi per il sostegno contano ancora la presenza di specializzati. Chefare? vai alla sezione FAQ

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